E anche questo Natale… è passato, ma che fatica ragazzi!
Andiamo con ordine, quest’ anno, dopo la pausa dello scorso anno, siamo tornati alle vecchie abitudini ossia una bella gita fuori porta e non solo per Santo Stefano ma per tutta la parentesi natalizia. Perché? Fondamentalmente per due motivi, uno legato a Maia, la sua assenza a Natale è per me e mia moglie un macigno pesantissimo e poi perché credo sia un’ occasione per fare qualcosa come famiglia, come nucleo, qualcosa che non sia (con tutto il rispetto) sempre e soltanto sedersi a tavola e mangiare fino allo svenimento.
Sono moderatamente certo che ad oggi tale scelta risulti non del tutto chiara ad Alma e Sole ma confido che in futuro possano capire e ricordare i loro “Natali” come una tradizione originale, un’ occasione per fare nuove esperienze e mi auguro anche che comprendano lo sforzo fatto da mamma e papà nel periodo natalizio, un periodo che, almeno per noi, è decisamente diverso e che ci mette di fronte ad una mancanza che magari in altri momenti dell’ anno riusciamo a celare o quanto meno imparato a sopportare. La sensazione provata lo scorso anno è riassumibile in una battuta presa in prestito da un vecchio film: “Più ci impegnavamo per sentirci a casa, più ne sentivamo la mancanza…”
Quest’ anno siamo stati ad Omegna sul lago d’ Orta e devo dire che siamo rimasti piacevolmente sorpresi, bel posticino, molto pittoresco, di dimensioni ridotte, quindi semplice da girare e questo laghetto che sembra uscito da una favola. Anche la casa ha fatto la sua parte, un appartamento in collina con delle vetrate al posto delle pareti che permettevano una vista davvero bella, ideale per staccare completamente la spina… al netto delle due iene bambine ovviamente!
Si perché la scelta di passare questi giorni in grande intimità può definirsi davvero coraggiosa per due genitori e se siete genitori da un po’ e magari di più bambini non c’ è neanche bisogno di sottolinearne il motivo. Stare con i figli, con le mie in particolare è abbastanza stancante, lo è fisicamente ma soprattutto mentalmente (mentalmente leggasi pazienza!). Le ragazze ci regalano sempre bei momenti intendiamoci, senza contare che le biciclette le abbiamo volute noi, quindi a noi spetta pedalare ed è un bel pedalare, però è innegabile che di pazienza ne servirebbe un vagone e spesso non basta.
Qualche esempio? Alma che quando è in giro sembra uno strano incrocio tra un bradipo e un’ ameba, svogliata. pigra all’ ennesima potenza e capricciosa come non mai. Una volta rientrati in casa ecco la trasformazione in grillo salterino (letteralmente!), un continuo prendere in mano cose (spesso e volentieri non per bambini) e saltare sul divano piuttosto che sui letti, per non parlare delle richieste assurde/capricci che maturano nel tardo pomeriggio quando, dopo aver saltato il pisolino, le energie si diradano.
Sole? Anche Sole ci mette del suo, camminare cammina anche ma quando si pianta è peggio di un mulo e l’ unica maniera per proseguire è prenderla in braccio e una tenendo conto che ormai i due anni sono dietro l’ angolo… Anche in casa poi alterna momenti da cozza ad altri di puro vandalismo, ultimamente ce l’ ha coi telecomandi…
Ma a parte tali controindicazioni devo dire che i tre giorni sono passati tranquilli, l’ ultimo poi, il 26 dicembre, lo abbiamo trascorso ad Ornavasso dove si trova “La grotta di Babbo Natale” con villaggio annesso. La cosa mi ha lasciato piacevolmente sorpreso, che fosse un po’ trappolone turistico l’ avevo messo in conto ma devo anche dire che essendo completamente immerso in un borgo e nel bosco risulta molto piacevole oltre che costringere grandi e piccoli a camminare in mezzo alla natura. Le bambine hanno gradito, si sono divertite e complice il clima primaverile posso dire di aver passato una giornata decisamente bella.
Il rientro è avvenuto nel tardo pomeriggio e c’ è anche stato il tempo per una cena dai nonni, con tanto di apertura di regali (quest’ anno pare che Babbo Natale si sia divertito a lasciare regali un po’ qua e un po’ là) e qui si che ho potuto inserire il pilota automatico per un paio d’ ore! Il rientro effettivo a casa è avvenuto un tarda serata, giusto in tempo per crollare nel letto stanco ma felice per questo Natale tanto bello anche se fisicamente provato!